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di Giancarlo Sapio* e Giovanni Paolo Tesei**
Il 20 settembre 1870 le truppe piemontesi entrarono in Roma dopo una breve battaglia con l’esercito pontificio. Cadeva così l’ultimo ostacolo all’unificazione dell’Italia e quello stesso giorno aveva termine il millenario potere temporale dei Papi.
I preparativi per l’occupazione della città erano iniziati i primi di settembre nella pianura attraversata dalla Via Nomentana, antistante il tratto orientale delle Mura Aureliane. L’assalto decisivo avvenne alle cinque del mattino del giorno venti. Dopo qualche ora di cannoneggiamento i Pontifici si arresero e i Piemontesi entrarono in città attraverso una “breccia” che le granate avevano aperto nelle mura tra Porta Pia e Porta Salaria.
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