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Sapio: A Margine dei Disastri di Napoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Uria admin   

Gli ultimi eventi, ma solo in ordine di tempo, che si sono verificati a Napoli hanno ribadito che il comparto immobiliare è fragile. Lo stabile di Riviera di Chiaia, seguito dal crollo di un edificio disabitato a San Giovanni a Teduccio, nella periferia di Napoli, sono indicativi dello stato di un settore sul quale i tecnici da anni, o da decenni, fanno sentire la loro voce senza tuttavia,e colpevolmente aggiungerei, non venire ascoltati.

E cosa accadrebbe qualora si verificasse un evento sismico, o un altro episodio simile, di una certa intensità? Cosa provocherebbe sul patrimonio immobiliare partenopeo, ad esempio, cresciuto su un territorio che, come noto è ad alto rischio, con un sottosuolo caratterizzato da cavità e infiltrazioni e che ospita i Campi Flegrei ed un vulcano esplosivo come il Vesuvio?

Difficile contare le perdite di vite umane e di beni. E ancor più complesso calcolare i costi della ricostruzione che, ad oggi, il nostro Stato non può permettersi di sostenere.

Aspettiamo una chiara, inequivocabile e inderogabile presa di posizione da parte del nuovo Governo, a prescindere dai colori, dalle alleanze e dalle posizioni politiche. Cosa dobbiamo attenderci dal nuovo esecutivo? Responsabilità o il solito, stolto, inutile fatalismo nella speranza che nulla accada?

Chi governa, che mi permetto di far notare è ben lontano dall’essere un semplice amministratore, deve farsi carico di dare il via ad un programma di messa in sicurezza del patrimonio immobiliare. Lo deve fare in più fasi, partendo innanzitutto da una indagine conoscitiva dello stato del comparto dell’edificato e poi con un piano articolato di messa in sicurezza e risanamento.

Un piano che dovrà in modo tassativo essere sostenuto con aiuti, riduzione degli oneri fiscali, erogazione di mutui a tassi agevolati, facilitazioni economiche e procedurali, soprattutto, rivedendo la macchinosa, mastodontica normativa urbanistica, vecchia di decenni, irrispettosa delle esigenze di una nazione che non può più permettersi di essere vecchia nelle leggi e nel modo di concepire il suo sviluppo.

E’ inoltre necessario istituire l’assicurazione obbligatoria contro tutti gli eventi calamitosi, al fine di tutelare il patrimonio immobiliare pubblico e privato. E si dovrà altresì creare un Fondo per la messa in sicurezza ed il risparmio energetico.

Il programma che ho delineato, e che l’Uria porta avanti “solo” dal 1996, consentirà di raggiungere diversi obiettivi: quello di risanare una nazione che non ha mai avuto una manutenzione programmata e razionale sul suo territorio; quello di riavviare un settore economico come quello dell’edilizia, che in Italia è storicamente sempre stato traino; quello di dare nuova linfa e possibilità di crescita alle Pmi, permettendo la creazione di nuovi posti di lavoro. E, ultimo ma non per importanza, dare un’opportunità al nostro Paese: quello di dimostrare ancora una volta la sua maturità e lungimiranza.

Il risparmio delle famiglie italiane non sarà così eroso da vuoti balzelli ma sarà rinvestito nella messa in sicurezza della propria casa; in quel bene tutelato dalla Costituzione, e che deve essere nuovamente certezza, e non onere. Soprattutto vista l’incertezza del futuro che ci attende